lunedì 2 marzo 2009

Melanconia, tristezza, timore del nulla.

Il nulla dal quale proveniamo è il nulla nel quale ritorneremo, la vita è un’ eccezione la morte la regola.
Dal nichilismo la via d’uscita è solo temporanea. Un momento di non pensiero, un momento di irrazionalità come lo sono gli affetti, l’amore, la sessualità, anche se la riproduzione rientra nel ciclo vita-morte e quindi nel divenire.
Freud e Schopenhauer dicono: proviamo desiderio sessuale perché dobbiamo riprodurci, dobbiamo riprodurci perché siamo mortali e temporanei.
Nichilismo, come dicotomia essere non essere e, quindi,anche il divenire, si presenta come verità ineluttabile,ma è solo da attribuirsi a una carenza intellettiva del pensiero dell’uomo, una limitatezza del pensiero,un ridimensionamento dell’Io cartesiano.
Rimangono spazi infiniti in cui “il pensier mio si annega “, e si arriva finanche al “naufragar m’è dolce in questo mare.” Una sorta di compiacimento della malinconia che ci accompagna.

A mio giudizio, Leopardi interpreta meglio di Schopenhauer e di tutti i filosofi esistenzialisti, il nichilismo: io il nulla in un infinito in cui mi perdo.
Perché la tristezza accompagna l’uomo? Steiner dice: “L’infinità del pensiero è anche un’infinità incompleta”. Il pensiero è capace di formulare le cosiddette “domande ultime”: “Come è nato l’universo? Le nostre vite hanno uno scopo? Esiste Dio?” Il pensiero dell’uomo non è in grado di dare le risposte, da qui la malinconia.
Persino il Cristo, dimostra tutta la sua dimensione umana, non raziocinante, quando rivolto agli apostoli disse:“l’anima mia è triste sino a morirne: restate qui e vegliate con me”“Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice;però,non si faccia come voglio io, ma come vuoi tu”(Matteo 26,38-40)

La tristezza che Dio permette che ti assalga è come il nulla che voleva ghermire Gesù nell’orto dei getsemani sul monte degli Ulivi.
Il mio pensiero è in altra dimensione aldilà del bene e del male, al i fuoi dello spazio e del tempo.

Il mio pensiero è illimitato e soprattutto libero. Libero di abbracciare il microcosmo come il macrocosmo, non c’è spazio per la persistenza della malinconia, essa è un momento transitorio, un momento di rilassamento del cogito, ma non è il nulla.
Gli assertori del nichilismo affermano che il pensiero raziocinante abbia dei limiti, non sono affatto d’accordo, esso non ha limiti, se non quelli che gli danno gli atei e, per un altro verso, i credenti.
L’amletico “essere non essere”, non è un passaggio dall’essere al nulla, ma semplicemente una metamorfosi dell’essere: un passaggio da uno stato esistenziale ad un altro stato esistenziale. Si esclude così il relativismo del pensiero debole e l’immutabilità del pensiero forte.
Non credo al pensiero debole, come non credo al pensiero forte, credo nel pensiero “alto”, nel pensiero al di sopra del nichilismo e del dogmatismo, nulla è precluso: è solo questione di tempo.

L'altra faccia di Sarcastycon.

4 commenti:

ambra ha detto...

Che cosa ti ha mosso a questi pensieri amico mio ?
Forse il suono delle campane a martello ?
Pensiero alto dici, che va al di là e al di sopra del nihilismo e del dogmantismo.
Dio rappresenta l'infinito e, necessariamente, anche la malinconia, ce lo ha dimostrato suo Figlio, ma è anche Resurrezione e se ti neghi di credere ti neghi una parte dell'infinito a cui aneli con il tuo pensiero alto.

Marcello ha detto...

Credo che tu abbia diritto a una spiegazione.
Lo farò postando un mio scritto, prossimamente,se lo ritieni opportuno, perchè mi sembra di capire che non sia molto in linea con la tua visuale...
Nel caso cancella pure non mi offendo, qui sono solo ospite
ciao
Marcello

ambra ha detto...

Mio caro Marcello, non dire mai più di cancellare qualcosa.
D'altra parte che ci staremmo a fare a sgranar rosari in un sito dove ci troviamo per chiacchierare ?
Anzi, ti prego, continua il discorso, che troverò sempre intereessante.
Non si accoglie nel proprio salotto una persona cui si intende tappar la bocca...

Marcello ha detto...

Ok ho portato i pasticcini in salotto.
ciao