martedì 28 ottobre 2008

San Brunetta Taumaturgo

Verrà presto festeggiato San Brunetta, santo taumaturgo, guaritore e maestro di miracoli.
Per luglio si poteva pensare ad una eccezione, per agosto a minori vacanze, ma la lettura dei dati sulla diminuzione dell’assenteismo nella pubblica amministrazione italiana nel mese di settembre è singolare e conferma la capacità miracolante del ministro.
Come altrimenti giudicare il fatto che i dipendenti dell’Ospedale Cardarelli di Napoli (che sono ben 5.764) rispetto all’anno scorso hanno ridotto le proprie malattie dell’ 80% e che addirittura ASL del Nord (Chioggia) o del Sud (Caltanissetta) i cui dipendenti sono rispettivamente 1.314 e 1.388 abbiano avuto meno assenze per malattia entrambe del 91% ?
Questa strana epidemia al contrario colpisce anche l’Agenzia delle Entrate con – solo a settembre – ben 13.400 giornate di malattia in meno rispetto al 2007, idem al Ministero dei Beni culturali (- 40.8%) mentre al ministero dell’Università e Ricerca il calo delle assenze è addirittura del 73%, poco più del ministero dell’Agricoltura (- 61%) e avanti così.
Seguono le regioni, dove vince il Molise ( - 73% di assenze) secondo il Lazio (- 67%) che porta la Puglia alla conquista solo della medaglia di bronzo (- 61%).
Anche nelle province e nei comuni è scoppiata la salute che – da Torino a Roma a Napoli – ha portato un calo medio delle assenze di oltre il 34%. A Genova i risanati sono il 55% e più si va a sud più risorgono i Lazzaro: a Caltanissetta il 72% della gente è tornata a lavorare.
Il record italiano spetta comunque al comune di Canicattì Bagni, in provincia di Siracusa: le assenze sono calate del 98% e visto che i dipendenti sono solo 56 viene da chiedersi quanti lavorassero l’anno scorso.
In controtendenza l’ASL di Bolzano: 4047 giorni di assenza a settembre rispetto ai 3.795 del 2007., ovvero + 6,6%.
Adesso qualcuno dice “Non serve a nulla portare a lavorare la gente con la paura, tanto chi vuole non lavora lo stesso…”
Vero, ma a parte il fatto che se la gente non vuole lavorare la colpa non è del ministro e compete alla coscienza delle singole persone – oltre ad ingenerare il sospetto di truffa allo Stato - resta il fatto che molti abusi passati sembrano essere obbiettivamente documentati.
Al di là delle facili battute ribadiamo il concetto: non si può generalizzare, i malati veri vanno tutelati ed assistiti, non c’è dubbio che molta gente faccia ieri come oggi il proprio dovere, servono incentivi seri per produttività e raggiungimento dei risultati.
Cose sacrosante, ma intanto chi faceva il “furbo” forse oggi – toccato nel portafoglio – lo fa un po’ di meno e questo per Brunetta resta comunque un bel risultato soprattutto per rispetto a chi il proprio dovere, magari silenziosamente, lo ha fatto da sempre.
Marco Zacchera


Ancoira sulla Riforma Gelmnini

Per rispondere alle assolute falsità “sparate” in questi giorni dalla sinistra e riprese da tanti studenti che forse non sanno queste cose.
Scoprirebbero che i “tagli” chiedono sostanzialmente solo l’applicazione da parte delle regioni dei decreti “Bassanini” e “Berlinguer” ovvero scelte della sinistra che allora furono accettate, ma oggi vengono politicamente strumentalizzate dal PD, dalla piazza e da chi allora stava zitto e oggi protesta.
Sono “tagli” in termini assoluti? Complessivamente no, perché gli investimenti per la scuola non solo non scendono ma addirittura crescono perché - con i risparmi in alcune voci - si cerca di aumentarne altre.
D’altronde la demagogia la si vede dai manifesti.
Ricordate che appena due mesi fa i muri d’Italia denunciavano con un manifesto del PD la presunta imminente chiusura di 1000 commissariati di Polizia per la nuova legge sulla sicurezza? Non solo non ne è stato chiuso uno soltanto, ma oggi i sindaci e le forze dell’ordine hanno più mezzi e strumenti per combattere la criminalità e l’immigrazione clandestina.
Tornando alla scuola, ricordate che (in Piemonte) solo tre settimane fa si diceva (e si scriveva tre volte al giorno su LA STAMPA ) “chiuderanno centinaia di scuole montane” ecc.ecc.?
Non è vero verranno semmai “accorpate” solo dal punto di vista amministrativo.
Lo stesso vale per i “100.000 insegnanti licenziati”.
NON E’VERO, non verrà licenziato NESSUNO ma bisogna pur capire che nelle scuole elementari oggi in Italia c’è un insegnate ogni 9 alunni e in Europa ogni 12 mentre questo ciclo scolastico che prima era considerato eccellente a livello europeo oggi è ad un livello molto più basso, come da indagine OCSE.
Chi poi critica e urla per i “tagli” all’Università vada a scoprire i NUMERI del fallimento attuale dell’Università Italiana, con 37 corsi di laurea CON 1 (UNO!) SOLO STUDENTE, oppure le 327 facoltà con meno di 15 alunni.
Ci rendiamo conto degli sprechi?
Perché non è un caso che NESSUNA università italiana sia tra le prime 150 del mondo e la prima italiana (Bologna) sia solo al 194° posto… Forse qualcosa da rivedere c’è.
Ho letto anche documenti seri di insegnanti preoccupati di evidenti ingiustizie e di mancanza di risorse.
Cose vere, da verificare e discutere con serietà perché il decreto Gelmini senz’altro non è perfetto e andrà man mano verificato ma rendiamoci conto che il momento che attraversiamo è unico: il mondo economico e finanziario è al panico, siamo un paese con il decifit pubblico al 104%, OGNI ITALIANO SPENDE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 4.346 EURO ALL’ANNO ( i tedeschi 3.150 !).
Marco Zacchera

Riforma della scuola e demagogia della sinistra

SCUOLA E UNIVERSITA’ TEMPO PIENO
Con l’introduzione del maestro unico e l’eliminazione delle compresenze si libereranno più maestri per aumentare il tempo pieno
In 5 anni ci saranno 5.750 classi in più con il tempo pieno.

Con la media di 21 alunni per classe, in cinque anni 82.950 alunni in più avranno il tempo pieno.


TEMPO PIENO
Con l’introduzione del maestro unico e l’eliminazione delle compresenze si libereranno più maestri per aumentare il tempo pieno.


TEMPO PIENO
La sinistra dice che nelle scuole elementari verrà abolito o diminuito il tempo pieno. E’ assolutamente falso.

E’ vero invece che con il maestro prevalente e l’eliminazione delle compresenze (cioè due insegnanti per una stessa ora di lezione) ci saranno più maestri per aumentare il tempo pieno.

Quindi: già dal 2009-2010, 49.350 ragazzi in più usufruiranno del tempo pieno.
In cinque anni 3.950 classi avranno il tempo pieno.

NUMERO DEGLI ALUNNI

Dice la sinistra: gli alunni saranno 30 per classe. Assolutamente falso

Gli alunni saranno in media 18 per classe e potranno arrivare al massimo a 26 per classe.

MAESTRO UNICO

La sinistra afferma che con il maestro prevalente non sarà più approfondito l’inglese e diminuirà la qualità dell’insegnamento.

Invece la realtà è che al maestro prevalente saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione.

E per di più occorre osservare che in tutti i Paesi d’Europa esiste il maestro prevalente.

L’anomalia dei tre maestri è solo italiana.

E quando fu introdotta, la sinistra si schierò con la stessa veemenza di oggi per impedire la riforma dei tre insegnanti.

INGLESE

Lo studio delle lingue alle elementari non subisce alcuna variazione

RAZIONALIZZAZIONE DEL PERSONALE

Verranno licenziati 87.000 insegnanti: falso!

Non ci sarà nessun licenziamento. Si razionalizza il numero degli insegnanti rispetto al fabbisogno, non assumendone ulteriori.

E’ vero invece che in Italia c’è un docente ogni 9 alunni, in Europa uno ogni 13.

E’ vero anche che in Italia nella scuola ci sono 1 milione e 350.000 dipendenti e sono troppi.

INSEGNANTI DI SOSTEGNO

La sinistra afferma che diminuiscono gli insegnanti per i diversamente abili.

Al contrario, la realtà è che gli insegnanti di sostegno sono oggi 93.000 e rimarranno 93.000 anche in futuro.

SCUOLE DI MONTAGNA

La sinistra dice

Chiuderanno le scuole di montagna: falso!

Perché nessuna scuola sarà chiusa. Sarà invece unificato il personale amministrativo con un unico preside e un unico segretario per due scuole vicine (come previsto precedentemente dal governo di centrosinistra)


VOTO DI CONDOTTA

La sinistra dice
Si viene bocciati con il 7 in condotta: falso.

Vero: solo in casi assolutamente gravi (come il teppismo, il bullismo, la violenza all’interno della stessa scuola) si può essere bocciati con il 5 in condotta, ma perché questo possa essere possibile ci dovrà essere il consenso e il via libera del consiglio di istituto e di quello di classe.

L’UNIVERSITA’ ITALIANA: QUELLO CHE LA SINISTRA NON DICE

- L’università italiana produce meno laureati del Cile
- Non c’è un’università italiana tra le migliori 150 del mondo
- Ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente
- 327 facoltà non superano i 15 iscritti
- Ci sono 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni
- Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze dei ragazzi, aumentando la spesa in maniera inaccettabile
- 94 università più 320 sedi distaccate in posti non strategici
- In Italia abbiamo 5500 corsi di laurea, in Europa la metà
- 170.000 materie insegnate rispetto alle 90.000 della media europea
- Nel 2001 i corsi di laurea erano 2444, oggi 5500
- Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000. Nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro
- I ragazzi sono sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre

NESSUNA TRASPARENZA NEI BILANCI

La sinistra non dice che
L’università italiana è ridotta malissimo e non c’è trasparenza nei bilanci

Il Governo al contrario vuole conoscere tutti i bilanci delle università e avviare controlli in 5 di queste con buchi in bilancio (Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino).

I bilanci devono essere comprensibili e pubblicati su internet

UNA PROTESTA SOLO POLITICA

- La protesta di questi ultimi giorni è una protesta politica che ha come obiettivo la lotta al governo Berlusconi, con la regia della sinistra e dei centri sociali

- Gli universitari bruciano in piazza un decreto che riguarda la scuola e non c’entra niente con l’università

- Tanto spazio mediatico a proteste che coinvolgono qualche migliaio di persone. Nessuno parla delle decine di migliaia di ragazzi che continuano a studiare a casa e a frequentare i corsi.

sabato 25 ottobre 2008

I giudici possono fare ciò che non riesce ai politici

domenica 27 luglio 2008, 09:16
"Lodo Alfano? C’era già, fu inventato per salvare Scalfaro"
di Stefano Zurlo

da Milano
Il Lodo Alfano? «C’è un precedente», spiega Giuseppe Di Federico, professore emerito di sistemi giudiziari all’Università di Bologna.
Quale?
Una vecchia legge dimenticata?
«No, io mi riferisco a un provvedimento della magistratura. Strano che nessuno se lo ricordi».
L’ex componente del Consiglio superiore della magistratura sorride, sospira, borbotta: «Strano Paese il nostro. Certo sono passati quindici anni, ma la storia è nota, stranota: riguarda il presidente Oscar Luigi Scalfaro».
Lei pensa ai fondi riservati del Sisde?
«Esatto. Una vicenda che mi è tornata in mente nelle scorse settimane, osservando le polemiche sorte a proposito del Lodo Alfano».
Perché?
«Perché il Lodo Alfano tutela le quattro più alte cariche dello Stato».
E che c’entra Scalfaro?
«Allora, nel 1993, il Lodo non c’era ancora ma i magistrati inventarono uno scudo su misura per tutelare il capo dello Stato».
Come andò quella storia?
«Alcuni funzionari del Sisde erano stati indagati per peculato dalla Procura di Roma. Alcuni di loro tirarono in ballo Scalfaro. Dissero che all’epoca in cui era ministro degli interni, quindi prima di diventare presidente, gestiva 100 milioni di lire al mese».
Una situazione esplosiva.
«A disinnescarla ci pensarono i magistrati della Procura di Roma, non il Parlamento, con un provvedimento mirato».
Che cosa accadde?
«Anzitutto quei funzionari furono messi sotto inchiesta per attentato agli organi costituzionali».
Risultato?
«Questi 007, rischiando una condanna pesantissima, decisero di tacere, come ci racconta Francesco Misiani che all’epoca era Pm a Roma nel libro La toga rossa. Ma non è questo il punto più importante».
E qual è?
«Il passaggio successivo».
Ovvero?
«Dopo una riunione cui parteciparono alcuni magistrati della Procura di Roma si stabilì di fermare l’indagine su Scalfaro».
Su che base?
«Sempre facendo riferimento all’articolo 289 del codice penale, quello che punisce severamente l’attentato agli organi costituzionali».
L’articolo 289 come il Lodo Alfano?
«Sì. L’articolo allora suonava così: “È punito con la reclusione non inferiore a dieci anni, qualora non si tratti di un reato più grave, chiunque commette atti diretti a impedire, in tutto o in parte, anche temporaneamente, al presidente della Repubblica” e ad altre cariche istituzionali” l’esercizio delle attribuzioni o delle prerogative conferite dalla legge”.
La Procura di Roma stabilì un’interpretazione assai estensiva del codice?
«Certo». L’attentato agli organi costituzionali è un reato gravissimo: è stato contestato, per esempio, ai generali dell’Aeronautica militare che avrebbero mentito e depistato, ingannando il governo a proposito della strage di Ustica.
«Nel 1993 la Procura di Roma fu lodata da tutti per questo gesto che metteva il Quirinale al riparo delle tempeste.
In pratica si fece leva sull’articolo 289 per sostenere che un’indagine avrebbe impedito alla presidenza della Repubblica di svolgere i propri compiti».
Quindi il procedimento fu sospeso?
«Certo, rimase congelato per sei anni. La controprova è che ripartì solo nel ’99, quando Scalfaro lasciò il Quirinale. E a quel punto fu rapidamente archiviato».
Dunque?
«Io spero che la Corte costituzionale non faccia a pezzi il Lodo Alfano. Se no, saremmo al paradosso».
Quale?
«Vorrebbe dire che i giudici possono fare quel che non riesce ai politici. E che è un pool di magistrati e non le Camere a decidere le regole del gioco democratico. Fra l’altro se si va a vedere l’articolo 289 si scoprirà che il Lodo della Procura di Roma batte il Lodo Alfano anche come estensione».
Perché?
«Perché l’immunità prevista dal 289, secondo quell’interpretazione, copre anche il Parlamento e le Regioni».

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=278998