sabato 20 dicembre 2008

LA MINACCIA DELLA MAGISTRATURA (click)


Non la mordacchia, ma il turbo alla giustizia
Scritto da Davide Giacalone
sabato 20 dicembre 2008

Altro che bavaglio, alla giustizia si deve mettere il turbo. Da tre lustri i giustizialisti, che militano in massa in una sinistra che arrivò al governo grazie alla malagiustizia, strillano contro qualsiasi riforma, ritenendole tutte indirizzate a mettere la mordacchia ai giudici. Ora si ritrovano inquisiti e sbattuti in galera, con i giornali che arroventano le inchieste e parlano di nuovi filoni, così avviene il miracolo ed a sinistra ci si mostra interessati alla riforma. Ovvia deduzione: adesso sono loro a volere fermare le toghe. Adesso sono loro a dirci: ma non eravate garantisti? Certo che lo siamo, solo che non siamo né scemi né ignoranti, non scambiamo il garantismo per l’innocentismo e vogliamo le riforme per ottenere una giustizia che sappia riconoscere e condannare i colpevoli.
Due esempi. Il primo è Parmalat: bancarotta conclamata nel dicembre del 2003 e processo relativo che, dopo cinque anni, è alle battute iniziali, mentre quello per aggiotaggio, che si svolge in altra sede, arriva al primo grado assolvendo tutti e ritenendo responsabile solo Tanzi. I risparmiatori possono scordarsi il risarcimento e mancano molti anni prima della sentenza definitiva. Una schifezza. Secondo esempio: l’assessore napoletano, oggi agli arresti, che si fece strada proclamandosi moralizzatore. Militava con Orlando Cascio, quindi gli si può dire: vieni avanti, cretino. Considero questo signore, di cui non faccio l’irrilevante nome, innocente, perché conosco la legge e l’etica. Da innocente, però, è finito, dato che è sulla bocca di tutti come imbroglione e ladro. Quando gli faranno il processo sarà tornato sconosciuto a tutti, salvo ai parenti. Ecco, noi volevamo e vogliamo riforme che evitino queste sconcezze, vogliamo quello cui il retino, e tutti i retini come lui, si sono sempre opposti.
Vogliamo una giustizia che funzioni, che sia equa e severa. La sinistra ha difeso i corporativismi togati, s’è giovata delle disfunzioni che inchiodarono gli onesti e mandarono al potere i disonesti, s’è alimentata d’iniquità, favorita da sentenze inesistenti o che restano lettera morta. Senza venir meno all’amore per il diritto, allora, perdonate la bassezza: che se la godano, l’inciviltà che hanno voluto e difeso. Anzi, che le indagini si allarghino mi pare doveroso e terapeutico.

www.davidegiacalone.it

1 commento:

Crystal ha detto...

Bell'articolo, un bravissimo a Giacalone.
Ora se il problema non fosse davvero così grave, sarebbe da dire: vi piaceva questa giustizia, ora godetevela, non la cambiamo.
Purtroppo la Giustizia che funzioni serve soprattutto al cittadino comune e quindi bisogna dire, approfittiamo della circostanza favorevole e facciamo finalmente questa benedetta riforma