mercoledì 30 aprile 2008

DA DUEPASSI RICEVO

L'arroganza della minoranza estremista gay

da:
http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_Universale_dei_Diritti_dell'Uomo

Articolo 18 Libertà di pensiero

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Articolo 19 Libertà di espressione

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Siamo adulti e vaccinati, tolleranti e comprensivi, ma questo NON vuol dire che una minoranza prepotente, ipocrita e arrogante posssa permettersi di perseguitare la maggioranza (di sentimenti cattolici).

Preciso subito che NON ce l'ho con i gay, ma solo con quelli che aggrediscono i cattolici per le loro idee e cercano di imporre la loro visione della vita con i mezzi raccontati nel post pubblicato qui sotto.

Dico "ipocriti" perché spingono le loro richieste, in Occidente oltre ogni limite di buon senso, e, contemporaneamente, appoggiano la politica di sinistra, e vanno a braccetto con i fondamentalisti musulmani (quelli che, i gay, li impiccano).

Per costoro i fondamentalisti sarebbero i cattolici, mentre il regime di Ahmadinejad (che di gay ne ha impiccati parecchi) è ben visto e considerato amico.

Questa posizione ipocrita è frequente a sinistra, dove si considerano arretrate le posizioni della Chiesa sulle donne, ma non quelle di Ahmadinejad e simili, e via dicendo.

Verrebbe la voglia di risolverla alla cinese... sapete, quella del saggio che si siede sul fiume ed aspetta di veder passare il cadavere del suo nemico,
ma non possiamo lasciare che trionfi il medioevo, aiutato dall'insaziabilità di chi nega agli altri libertà di pensiero, strillando poi che sarebbe discriminato...

Vorremmo che un po' di sano buon senso prevalesse tra quanti vengono abbagliati dai messaggi fallaci di questi intolleranti, arroganti, ipocriti seminatori di odio.

Speriamo dunque che l'odio non venga ascoltato, e prevalga la civiltà di Voltaire, quella che tollera le idee anche se diverse dalle proprie, quella che non avanza usando la denuncia come arma, per imporre le idee di pochi su quelle dei più.

Secondo me.

venerdì 25 aprile 2008

Allarme pedofilia


Il nuovo orgoglio pedofilo: si festeggia oggi in rete il ALICE’S DAY

25/04/2008


Non bastavano le due giornate dell’orgoglio pedofilo, ora i pedofili festeggiano anche il Alice’s day, il giorno di Alice.

“Dedicata a tutti i pedofili che amano solo le bambine: con questa dicitura oggi 25 aprile i pedofili di tutto il mondo festeggiano la loro festa.E quanto denuncia l’associazione Prometeo dal blog anti pedofilia più letto in Italia, quello del suo presidente Massimiliano Frassi, che denuncia appunto tale nuova “aberrazione”, invitando il nuovo Governo “a varare delle apposite leggi che limitino anche al sola libertà di espressione di chiunque sia favorevole agli stupri a danno di bambini”


lunedì 21 aprile 2008

Un turpe reato in aumento


Pedofilia on-line 300% di aumento nei primi mesi del 2008
18/04/2008 - - L’Osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno, Associazione, da dodici anni in prima linea contro la pedofilia on line, denuncia, in aperto contrasto con i dati rassicuranti diffusi oggi dalla Internet Watch Foundation, un incremento preoccupante della pedofilia in internet del 300% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.


I siti pedofili accessibili via web IN QUESTO MOMENTO SONO 2.148.


“Il loro numero, sottolinea Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno, non è assolutamente immutato negli ultimi tre anni, ma non ha arrestato la sua crescita anzi è triplicato, passando dai 13.315 siti del 2005 ai 39.418 siti del 2007 “.


I siti dedicati al pedobusiness sono solo una tipologia di quella che è la galassia di immagini e filmati che sfruttano in modo orribile l’infanzia per inseguire i gusti di consumatori, per lo più Statunitensi ed Europei.


Come descritto nel Report dell’International Observatory on child pornography, l’Osservatorio Internazionale sulla pedofilia e sulla pornografia minorile di Telefono Arcobaleno, dal 1 gennaio 2008 a oggi, sono stati rilevati dall’Associazione, ben 14.562 siti, dei quali ne restano tuttora attivi 1.764. Di questi 357 risultano ancora attivi dal 2007 e 8 dal 2006; I siti web attivi vengono classificati dagli esperti informatici dell’Associazione come “resistenti” e risiedono negli Stati Uniti, in Russia e Olanda e stentano a chiudere.


Giovanni Arena, Presidente di Telefono Arcobaleno, sottolinea: "In tutto il mondo i clienti aumentano e l’offerta si adegua, i prezzi salgono e le opportunità di profitto ormai hanno attratto l’attenzione di professionisti del crimine. Oggi non è più possibile rinviare la necessità ormai urgentemente, di un adeguamento degli strumenti di contrasto di quello che è un vero e proprio crimine contro l’umanità.”per informazioni : www.telefonoarcobaleno.org

sabato 19 aprile 2008

PARLIAMO DI SANITA'

(per questi problemi si dovrà dare il medesimo titolo per poter trovare tutto in un'unica pagina)

COMINCIAMO DAI PROBLEMI DEI PIU' PICCINI.

1 – Per quale ragione i Pediatri che fanno parte delle liste USL rifiutano di fare visite domiciliari ?

2 – I suddetti pediatri come si permettono(e con quale professionalità) di dare consigli per telefono a quei genitori che giustamente non se la sentono di portare i propri figli febbricitanti in ambulatorio ?

3 – Quali pricipi igienici adoperano gli ospedali per evitare contagi, laddove sia necessario ricorrere alle cure presso l'ambulatorio pediatrico del nosocomio al quale affluiscono piccoli anche affetti da malattie epidemiche, essendo costretti a sostare tutti in un'unica sala d'aspetto, magari non giustamente aerata ?

QUESTA LA TESTIMONIANZA DI GIOACCHINO


Non è vero che i comunisti non esistono più, cerchiamo di dire le cose come stanno, non sono riusciti ad entrare in Parlamento, ma esistono ancora.
Il mio Comune è ancora in mano loro perchè qualcuno li ha aiutati a rimanere in sella e quel qualcuno è il coordinatore provinciale di forza Italia.
Non illudetevi che si possa fare quello che anche a me piacerebbe fare da anni, chiarezza su un perdiodo storico buio.
Nel mio Comune ci sarà ancora un 25 aprile con i vari fazzoletti dell'ampi al collo, anche se per la verità sono rimasti in pochi.
Quest'anno ho deciso che se espongono il solito manifesto che li vede ritratti tutti tronfi e petturuti il 25 aprile del 45, il sottoscritto andrà di notte ad incollare una fotografia che li ritrae tutti dieci anni prima al un campo di avanguardisti,
tutti con il moschetto in mano, sguardo truce e camicia nera.
Poi mi accuseranno di essere il solito Fascista e magari dovrò anche pagare la multa per affissioni non autorizzate.
Come sono rimasti in sella i comunisti.
Il coordinatore di forza Italia ha fatto una lista con il cerotto, tre persone sono state perfino fornite, in modo disinteressato, dal vicesindaco cominista in carica, il tutto per far perdere una lista di centro destra fuori dal sistema dei partiti.( di quella lista faceva parte anche il sottoscritto)
Bello vero, se non ci credete venite nel mio comune a controllare.
Quindi i comunisti ci sono, vivi e vegeti e qualcuno provvede anche a dargli le poppate quotidiane perchè rimangano in salute pronti per essere usati per le battaglie future.

giovedì 17 aprile 2008

Pericolo islamico


Yunis al-Astal, un leader religioso di Hamas in un discorso del venerdì: "Conquisteremo Roma e da lì continueremo a conquistare le due americhe e l'Europa orientale"

Quelli che seguono sono estratti del discorso del religioso di Hamas, Yunis al-Astal, che è andato in onda sulla tv di Al-Aqsa l'11 Aprile 2008

Yunis Al-Astal: "Allah vi ha scelto per se stesso e per la sua religione, servirete come motore per condurre questa nazione ad una fase di successo, sicurezza e consolidamento del potere, ed anche a conquiste tramite la da'wa(proselitismo)e conquiste militari delle capitale del mondo intero. Molto presto, se Allah vuole, Roma sarà conquistata, così come lo è stata Costantinopoli, così come è stato profetizzato dal nostro profeta Muhammad. Oggi, Roma è la capitale dei Cattolici, o la capitale crociata, che ha dichiarato la sua ostilità all'Islam, e ha aiutato i fratelli delle scimmie e dei maiali in Palestina(gli Ebrei ndr)per evitare il risveglio dell'Islam -questa capitale sarà un avamposto per le conquiste islamiche, che si diffonderanno in tutta Europa, che raggiungeranno le due americhe ed anche l'Europa orientale-".
"Credo che i nostri figli ed i nostri nipoti erediteranno la nostra Jihad ed i nostri sacrifici, e se Allah vuole, i comandanti della conquista saranno tra loro. Oggi, noi dobbiamo mettere queste buone novelle nelle loro anime, e tramite le Moschee ed i libri del Corano, e la storia dei nostri profeti, dei loro compagni e dei grandi leaders, noi li prepariamo per la missione di salvare l'umanità dall'inferno alla vigilia di quello che li attende".

Rappresentanti abusivi

I risultati di queste elezioni ci danno una chiara indicazione su quanto sia abusiva, da parte di persone che non hanno raccolto nemmeno il minimo consenso per restare in Parlamento, la loro pretesa di rappresentare la volontà e i sentimenti del popolo.
"Popolo" NON può essere una esigua schiera di persone che non raccoglie alcun consenso elettorale.
La smettano dunque di spacciarsi per gli interpreti di una presunta volontà popolare, ma prendano coscienza di rappresentare solo quello sparuto gruppo di persone che li vota.

mercoledì 16 aprile 2008

La rivoluzione culturale

Il fatto è semplice: la sinistra ha tentato il governo di tutte le sinistre unite, dai «cattolici adulti» di Prodi, alla sinistra di base di De Mita, al Ds di D’Alema, di Veltroni e di Fassino sino al giustiziere Di Pietro, sino a Bertinotti e a Pecoraro Scanio, tutti per uno e uno per tutti. Ed è stato il disastro.
La sinistra italiana non si è dimostrata forza di governo, pur avendone avuto l’occasione, per una ragione grande: essere estranea all’Italia del 2008 e vivere il Novecento come se fosse oggi.
L’utopia del passato uccide più dell’utopia del futuro. Berlusconi ha vinto: e in principio ha vinto Berlusconi solo, perché An e la Lega non hanno valenza autonoma perché hanno avuto questo successo in quanto fusi nella persona del leader.
Come mai un uomo solo può tanto? È il problema che ci ha sempre meravigliato; sia noi che lo vedevamo con gioia, che quelli che lo vedevano come la figura dell’orribile. È ben chiaro che attorno a Berlusconi hanno giocato non delle politiche ma delle culture, non delle differenze sui fatti ma delle differenze sui valori.
Per questo la vittoria di Berlusconi esprime la fedeltà dell’elettorato italiano ai principi di libertà e di democrazia, ma visti al di fuori del grande mito della storia d’Italia del Novecento costruita dai comunisti. Questo mito parte dal popolo italiano come immaturo, capace solo di reazione, di fascismo e di clericalismo. A questo popolo si deve imporre una direzione sapiente che gli faccia scegliere solo ciò che la società colta, che esprime stampa, banche, finanza, sindacati ecc., vuole.
Qual è la storia italiana secondo il mito comunista? C’era una volta il fascismo, grande, grosso e cattivo, il popolo si riunì attorno alla guida comunista che associò altri partiti a lei subordinati culturalmente. Fece la resistenza partigiana, scrisse la Costituzione con concetti derivati dallo statalismo fascista e rovesciati nell’antifascismo. Ciò che era nero divenne rosso rimanendo eguale. Questa è la nostra Costituzione. Lo Stato dirige la società, l’élites guidano la gente, la classe intellettualmente alta domina con l’informazione la classe bassa che vive della sua esperienza.
Contro il mito comunista venne Berlusconi, il vero tribuno della plebe che parlò al popolo una lingua diversa da quella dei comunisti, disse al popolo che non era nulla e che poteva essere tutto, come Mirabeau al Terzo Stato nella riunione di Versailles del 1789.
Quando Eugenio Scalfari paragonò Berlusconi a Masaniello, aveva capito che Berlusconi delegittimava il potere del partito intellettuale e rappresentava da solo la seconda Repubblica.
Questa storia d’Italia raccontata da tutti i giornali e in tutte le scuole non offre appigli alla vita vissuta, ma giustifica la legittimità della sinistra al potere. E si scagliò contro Berlusconi. Ed è da questa lotta furibonda dei giornali e dei poteri forti che è nato il rapporto tra il popolo e un volto di uomo capace di costruire un’altra legittimità e quindi un’altra cultura politica. Ora Scalfari dovrà dire o che la democrazia è una menzogna o che l’Italia non è una democrazia. Ambedue le cose sono le prove del suo fallimento di maestro.

E ci voleva Bossi. Il fatto che la Lega abbia vinto accanto a Berlusconi rafforza la nuova legittimità e crea un’altra storia.In nessun Paese europeo è esistito un mito come quello creato dai comunisti in Italia con la complicità di laici e di cattolici, nessun Paese si è dato una lettura della propria storia come critica totale della propria realtà.
Berlusconi ha delegittimato il partito come il soggetto che dà forma alla democrazia, il popolo è la democrazia in se stesso e un volto basta a farlo esistere. Il partito non è un redentore salvatore come nella concezione comunista, ma solo uno strumento del popolo. È una rivoluzione culturale che è avvenuta attraverso l’opera di Berlusconi.
Oggi il Paese si legittima da se stesso e crea una classe politica diversa da quella comunista e democristiana. I poteri forti che dominano il sistema culturale devono ora capire che la realtà incomincia da Berlusconi e che la sinistra è il sogno del passato di cui rimangono resti cancerogeni in tutto il Paese a cominciare dalla triplice sindacale storicamente fondata da comunisti, socialisti e democristiani.
Il corpo elettorale ha liquidato gli antagonisti e il partito cattolico, lasciando addirittura la sinistra arcobaleno senza parlamentari, un addio che incide su tutta la sinistra. Se pensiamo all’agitarsi di anime belle, tra cui il direttore di Avvenire, Dino Boffo, in favore dell’Udc, notiamo che l’ironia della realtà è molto grande: i senatori Udc vengono tutti dalla Sicilia, li manda Cuffaro. Il partito cattolico è morto, anche Ruini deve prenderne atto e riformare Avvenire.
Casini è ormai un annesso al gruppo Caltagirone.Veltroni, chi è costui? Non può fare più opposizione di principio perché il mito della sinistra come lettura della storia d’Italia ormai è morto. Veltroni ha dinanzi fatti nudi e la loro testa dura. Si pensava alle larghe intese, le pensava la cultura dominante legata al mito comunista ma non si sono realizzate. Veltroni farà un’opposizione soave perché ha perso la terra da cui nasceva la sua forza.
bagetbozzo@ragionpolitica.it

NIKE DI SAMOTRACIA O VITTORIA ALATA



Guardate è senza testa

COME VOLEVASI DISMOSTRARE

Come fate a dire che i comunisti sono spariti.
Ci sono e come se ci sono.
Nel mio comune sono loro che comandano e chi li ha messi in condizioni di comandare, il coordinatore provinciale di forza Italia.
Quindi ci sono, sono vivi e vegeti perchè qualcuno per i propri interessi gli allunga del fieno nella greppia purchè stiano zitti e gli lascino fare gli affaracci suoi che corrispondono con gli affaracci del vecesindaco comunisrta del mio paesello.
Gioacchino

martedì 15 aprile 2008

ABBIAMO VINTO, MA...


La vittoria è stata larga e rassicurante, ma....
Attenzione alle "sirene", mettiamo in guardia il novello Ulisse affinché non si lasci incantare dalle sirene del degasperismo.
Sarebbe l'ultima catastrofe a cui non si potrà mai più porre rimedio.

domenica 13 aprile 2008

12 proposte da parte dell'Istituto Bruno Leoni

IBL ha elaborato un "Manuale per le riforme", che è stato consegnato ai principali responsabili politici e messo a disposizione di chiunque sul sito.
Liberare l'Italia
Manuale delle riforme per la XVI LegislaturaIn un paese in cui si avverte un drammatico deficit di idee, l’Istituto Bruno Leoni mette a disposizione un programma “chiavi in mano” per liberare l’economia e ridare slancio al paese. Il volume, disponibile online, “Liberare l’Italia. Manuale delle riforme per la XVI legislatura” (PDF), i cui contenuti sono anticipati dal Sole 24 Ore del 6 marzo 2008, affronta le maggiori sfide di politica economica e offre soluzioni coerentemente liberiste.
Scrivono sul Sole il direttore generale dell’IBL, Alberto Mingardi, e Stefano Parisi, membro del board dell’IBL: “l’Italia ancor oggi sconta, nei suoi tassi di crescita continuamente corretti al ribasso, un grado insufficiente di libertà economica”.
Quindi, per l’IBL, occorre promuovere una sostanziale apertura del mercato, attraverso la riduzione dell’intervento pubblico a partire da tasse e spesa, e un ampio piano di liberalizzazioni e privatizzazioni. Per mettere in atto queste misure non servono cambiamenti istituzionali: tutto ciò è nelle facoltà di un governo volenteroso.
“Le proposte dell’Istituto Bruno Leoni per liberare l’Italia – scrivono Mingardi e Parisi – non sono un libro dei sogni. L’Istituto e gli studiosi che hanno collaborato con esso hanno cercato di dare organizzazione puntuale e pragmatica a una serie di necessità che la società italiana dimostra giorno dopo giorno di sentire, ma che per ora non sono state articolate in un catalogo di cose da fare”.
Alla redazione del manuale hanno collaborato: Ugo Arrigo, Rosamaria Bitetti, Filippo Cavazzoni, Giuliano Cazzola, Luigi Ceffalo, Giuseppe De Filippi, Piercamillo Falasca, Giampaolo Galli, Andrea Giuricin, Carlo Lottieri, Giuseppe Pennisi, Jacopo Perego, Francesco Ramella, Serena Sileoni, Carlo Stagnaro, Domenico Sugamiele, Michele Tiraboschi e Massimiliano Trovato.
Il testo integrare di “Liberare l’Italia. Manuale delle riforme per la XVI legislatura” è liberamente scaricabile qui: (PDF)Partendo dal testo del Manuale (PDF), l’IBL propone 12 riforme per rimettere in sesto l’Italia nel primo anno di governo: un provvedimento al mese.
Le riforme più urgenti sono:
1. Abolire la legge FinanziariaLa legge finanziaria – e con essa il Dpef – oggi è un provvedimento omnibus, che manca di chiarezza e trasparenza. Bisogna trasformarla in una vera e semplice legge di bilancio, come negli altri paesi, facendo venir meno il clima da assalto alla diligenza che ne caratterizza la presentazione.
2. Semplificare il fiscoIl sistema fiscale è troppo pesante, complesso e progressivo. Per semplificare il rapporto del cittadino con l’erario e ridurre la pressione fiscale bisogna introdurre le seguenti aliquote: no tax area fino a 8 mila euro di reddito; 20 per cento fino a 20 mila, 25 per cento da 20 a 70 mila, 33 per cento oltre 70 mila.
3. Una no tax region al SudBisogna sostituire gli aiuti a pioggia con esenzioni fiscali per attrarre investimenti. In primo luogo, si tratta quindi di azzerare le imposte sul reddito delle imprese che investono al Sud. Flat tax del 10 per cento per gli stranieri che decidono di porre la loro residenza in una regione meridionale.
4. Legge Biagi nella PAEstendere la legge Biagi al settore pubblico vuol dire garantire la flessibilità che è premessa indispensabile dell’efficienza. Applicare la Biagi alla PA risponde anche a un principio di equità: non v’è ragione di trattare i dipendenti privati e pubblici in modo differente.
5. Un testo unico sul lavoroBisogna procedere a una massiccia serie di abrogazioni che portino a un testo unico sul lavoro che disegni una modulazione delle tutele secondo l’ottica dei cerchi concentrici (a partire da un nucleo fondamentale di diritti applicabili a tutti i rapporti di lavoro).
6. Abolizione dell’InailLa sicurezza può essere affrontata solo in un’ottica. Premi assicurativi basati su una classificazione dei rischi sono cruciali per favorire le imprese virtuose e penalizzare quelle che espongono i dipendenti a rischi elevati. Bisogna aprire i servizi Inail e privatizzare l’ente.
7. No al valore legale del titolo di studioL’abolizione del valore legale del titolo di studio è il primo, indispensabile passo verso una vera concorrenza nel sistema universitario. Il valore legale ha favorito la proliferazione delle sedi universitarie e il parallelo abbassamento della qualità.
8. Finanziamento dell’educazionePer costruire una scuola di qualità, è prioritario restituire libertà di scelta alle famiglie: a ogni studente va assegnato un valore medio annuo, che sarà trasferito dallo Stato, alla sede scolastica o universitaria effettivamente frequentata, sia essa pubblica o privata.
9. Concorrenza nella sanitàSi propongono meccanismi di compartecipazione e di articolazione dell’impegno dei soggetti pubblici e privati, in forma individuale e associativa, superando le strozzature di una regolamentazione inefficace e mobilitando così risorse finanziarie e organizzative.
10. PrivatizzazioniSi propone di procedere alla totale cessione delle abitazioni di proprietà pubblica e al blocco di ogni iniziativa diretta degli enti pubblici nell’ambito dell’edilizia residenziale; utilizzando le risorse ottenuto dalla cessione degli immobili per distribuire aiuti monetari per le famiglie in difficoltà.
11. Liberalizzare i servizi pubblici localiVietare da subito l’affidamento in house e imporre il principio della gara. Gli enti locali devono privatizzare le imprese di cui detengono quote, spesso maggioritarie. Bisogna ridurre i trasferimenti erariali ai comuni azionisti, destinando il risparmio all’abbattimento del debito.
12. Certezza dell’autorizzazioneIntrodurre un periodo di negoziazione obbligatoria tra imprese e stakeholder dopo il rilascio dell’autorizzazione. Poi saranno drasticamente limitate le possibilità di emettere sospensive, in modo da disincentivare ricorsi e ridurre il volume della litigation ingiustificata.

http://www.brunoleoni.com/nextpage.aspx?title=yes&codice=0000002067

DA PIERLUIGI SULLA QUESTIONE IMMIGRAZIONE

UN GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

COSA DICE IL MINISTRO AUSTRALIANO
>
> DICHIARAZIONI DEL MINISTRO AUSTRALIANO PETER COSTELLO
> >
> > Non sono contrario all´immigrazione
> > e non ho niente contro coloro
> > che cercano una vita migliore venendo in Australia.
> > Tuttavia ci sono questioni che coloro che recentemente sono arrivati
> > nel nostro paese e, a quanto sembra, anche qualcuno dei nostri
> > concittadini nati qui, devono capire.
> > L´idea che l´Australia deve essere una comunità multiculturale è
> > servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento
> > di identità nazionale.
> > Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la
> > nostra lingua ed il nostro modo di vivere.
> > Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di
> > lotte, processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e donne
> > che hanno cercato la libertà di questo paese.
> > Noi parliamo l´inglese,
> > non il libanese, l´arabo, il cinese, il giapponese, il russo o
qualsiasi
> > altra lingua.
> > Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la
lingua!
> > La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta
> > soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista
> > di destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile:
> > uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi
> > cristiani, ed è chiaramente documentato nella nostra storia e
> > dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole.
> >
> > Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in
> > considerazione la decisione di scegliere un'altra parte del mondo
> > per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura.
> > Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande,
> > però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e
> > cercherete di vivere in pace ed armonia con noi.
> > Se la Croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete
> > pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte.
> > Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di
> > cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono
> > essere trasferiti sul nostro.
> > Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non
> > dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo.
> > Questo è il nostro paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere
> > vi offriamo la possibilità di viverci al meglio.
> > Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate
> > la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le
> > nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con
> > la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande
> > libertà di cui godiamo in Australia: il diritto di andarvene.
> > Se non siete felici qui, allora andatevene.
> > Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro paese.
> > Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il paese che
> > avete scelto. Se non lo fate, andatevene!
> > Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro paese; se non volete
> > essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al paese
> > da cui siete partiti!
> > Questo è il dovere di ogni nazione.
> >
> > Questo è il dovere di ogni immigrante
> >
> >
> >
> >

sabato 12 aprile 2008

L'AVVOCATO DI STRADA

Ho intravisto in televisione che si sono formati gruppi di avvocati che intervengono in aiuto dei cittadini per risolvere controversie anche contingenti. Non so spiegarmi meglio, ma avevo sentito parlare di questo argomento atraverso dei telefilm americani.
Esistono veramente questi organismi in America ? Da chi sono finanziati ? Come funzionano ? Possono essere considerati utili come lo sono i vigili di quartiere ?
Albert, tocca ancora a te.

ALBERT ILLUMINACI.

La truffa della finta class action
Ing. Michele Trancossi - Università di Modena e Reggio Emilia

Finalmente una speranza di Class Action si apre anche in Italia. Anzi, con l'emendamento Bordon rischia di chiudersi definitivamente in Italia.
Che cosa significa il termine Class Action: significa permettere ai cittadini di poter avviare cause collettive nel caso di danni ricevuti da prodotti industriali, da eventi ambientali e da truffe finaziarie. Finalmente anche in Italia si apre lo spazio per i ricorsi collettivi, con un unico processo per tutti i cittadini coinvolti.

Cos'e' la Class Action - aspetti positivi
Potremo attivare una class action per chiedere il risarcimento in caso di:
· danni da prodotti difettosi,
· danni da fumo,
· danni da medicinali,
· danni da abuso di posizione dominante,
· truffe finanziarie.
I consumatori potranno chiedere finalmente risarcimenti alle grandi aziende. È la class action, terrore delle industrie americane , che dalla fine degli anni Sessanta sborsano cifre milionarie per pagare i danni a cittadini inferociti.
Storia della class action
La prima multinazionale messa sotto accusa fu proprio la General Motors , simbolo dell'industria statunitense, denunciata per l'inaffidabilità e l'insicurezza di un modello di auto che aveva prodotto. Era il 1965.
In Italia, il primo tentativo di inserire nel nostro ordinamento l'azione risarcitoria collettiva, risale solo al 2001. Ma da allora le associazioni di consumatori conducono una battaglia asprissima perché anche da noi sia possibile far valere i diritti di chi compra e usa i prodotti. Con la class action, il consumatore diventa parte civile, e con lui l'intera collettività: la causa, quindi, non è più quella del singolo contro un gigante, ma quella di una comunità contro un'azienda. Chissà che ne penserebbero Parmalat, Cirio, piuttosto che la banca popolare di Lodi, Nextra-Intesa, Unicredit-Capitalia di quest'asso nella manica dei cittadini consumatori.

La class action illiberale di Tex Willer
Questo anche se l'emendamento proposto da "Tex Willer" Bordon e da Roberto Manzione e' difficilmente applicabile e presenta numerosi e pesanti limiti. Dopo una enunciazione di principi degenera in un regolamento applicativo assolutamente limitativo dei diritti dei cittadini.
Si tratta di un modello fortemente limitativo e praticamente inutile, cosa ben diversa da quella americana, che fa tremare le grandi holding, le multinazionali, i cartelli e i poteri forti, grazie a un potere che è realmente dato in mano al consumatore e al cittadino. Ogni cittadino è legittimato a promuovere una class action, la cui regolarità deve essere vagliata e approvata dall'autorità giudiziaria che nomina un curatore. Non ci sono limitazioni riguardo alle tipologie di risarcimenti che saranno oggetto della class action.

La proposta Bordon-Manzione, purtroppo approvata in finanziaria, e' altra cosa. La solita legge pasticcio all'italiana. Rispetto al modello statunitense limita fortemente il campo d'azione e il numero dei soggetti cui è data facoltà di intentare un'azione risarcitoria collettiva (class action).
I due eroici senatori, complici Dini e Mastella, hanno imposto la collocazione giuridica nel Codice del Consumo. Questa limitazione e' fondamentale, in quanto permette la class action solo nel campo degli illeciti contrattuali, per cui ogni altro illecito di natura non contrattuale, che lede i diritti o arrechi dei danni a una pluralità di soggetti, non potrà essere materia di una simile procedura. Facciamo un esempio: se una centrale elettrica, un'industria o un inceneritore inquinando provocano malattie diffuse alla popolazione, tra cui silicosi e cancro, non potranno essere perseguite mediante class action, ma solo mediante azioni individuali che si sommeranno rallentando il corso della giustizia.

Solo le associazioni dei consumatori che fanno parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), organo dello Stato, che fa capo al Ministero delle Attività Produttive, formato da 16 associazioni consumeristiche generaliste, potranno promuovere la class action. Si vede bene quindi che si assiste a una vera e propria delegittimazione e discriminazione nei confronti di tutti gli altri soggetti che potrebbero avere legittimo interesse a promuovere un'azione risarcitoria, tanto che su questo procedimento parecchi sono i dubbi riguardo la correttezza costituzionale.
La class action di Bordon e Manzione poi si comporta come un Robin Hood al contrario, infatti giunge ad un paradosso incredibile: la vittoria di un'azione risarcitoria non comporterà automaticamente il risarcimento delle parti danneggiate, ma richiede che ciascun cittadino, sulla base della sentenza collettiva, possa decidere se aprire autonomamente delle singole cause per ottenere il risarcimento. Ecco una nuova allucinante lungaggine. nuove parcelle ad avvocati e nuove spese legali. Un aborto giuridico di questo tipo e' degno della repubblica delle banane.

Governo e opposizione complici dell'ennesimo pateracchio
Il governo Mortadella, cioè il governo dei mille compromessi e degli equilibrismi puri, ha compiuto l'ennesimo aborto giuridico, complice anche l'opposizione, che ha votato contro o si e' astenuta, non per sostenere un modello di class-action veramente liberale, ma per negarne anche il cenotafio, ovvero seppellendola completamente.

Troppo comodo per il signor Berlusconi dichiararsi a parole liberale, quando ogni sua azione va in direzione contraria, come in questo caso in cui ha guidato l'opposizione ad affossare con i denti anche questo primo, seppur sterile tentativo. Come scrive nel suo blog Stefano Pedica, deputato dell'Italia dei Valori, "Il Premier e il ministro Bersani, che ha anche presentato in proposito una PdL, hanno chiaramente già deciso che la class action si farà all'italiana, con buona pace delle procedure e del dibattito parlamentare, ma soprattutto delle legittime aspettative dei cittadini. Ora, devo denunciare, naturalmente, non solo il fatto di vederla diversamente dal governo sull'introduzione della class action in Italia, anche se in questo ritengo di stare dalla parte degli interessi del cittadino, ma anche e soprattutto il modo col quale sull'intera faccenda, e in misura ancora maggiore sul modello americano, è stato imposto il più assoluto silenzio. Per cui il cittadino non dovrà sapere, fino al fatto compiuto, che gli si sta tentando di rifilare una legge che sarà da lui scarsamente utilizzata, preferita, per ossequio ai poteri forti, ad altre proposte che realmente possono far valere diritti finora ignorati, e mi riferisco per esempio ai comitati delle vittime di disastri o attentati, ai risarcimenti per le vittime di contenziosi con la pubblica amministrazione o con gli enti locali, alle vittime di vere e proprie truffe finanziarie come i tango bond, Cirio o Parmalat, alle vittime di reati contro l'ambiente, alle vittime di violazioni contrattuali da parte di colossi della finanza e del mercato."

Il commento di Confindustria
L'organo di stampa di Confindustria, il sole 24 ore si scaglia con violenza inaudita con questo provvedimento. Sembra l'ennesima operazione concordata tra i membri della casta, l'ennesima dichiarazione formale di fronte ad un testo inutile e dannoso:

"Il testo approvato dal Senato sulla class action è un atto grave di ostilità all'impresa e sarà un disincentivo nell'attrazione di capitali stranieri. «È un provvedimento rozzo - dice un comunicato di Confindustria - che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi. E i benefici per i consumatori saranno sostanzialmente risibili». Un testo definito «rudimentale», che metterà le imprese nelle condizioni di subire ricatti di ogni tipo, che presenta chiari profili di incostituzionalità , perché legittima associazioni ad agire per conto di singoli senza averne il diritto. La Costituzione prevede infatti la sola titolarità del singolo ad agire se danneggiato. «Si consente la possibilità di agire come soggetto collettivo ad associazioni da individuare - scrive Confindustria - senza stabilire alcun parametro in termini di rappresentatività . E contrariamente agli ordinamenti di altri paesi non si definisce la platea nei cui confronti l'eventuale provvedimento del giudice produrrà effetti». Azioni che, anche se basate sul nulla, potrebbero portare, in caso di società quotate, a turbative di mercato con conseguenze pesanti a danno dei risparmiatori e dei piccoli azionisti. Un «capolavoro negativo», dunque, che renderà ancora più complicata e difficile la vita a migliaia di piccole, medie e grandi imprese. «È grave - chiude il comunicato - che la maggioranza di governo abbia anteposto logiche di puro equilibrio parlamentare alle ragioni del mondo produttivo accogliendo una proposta improvvisata ed estemporanea che nulla c'entra con la legge finanziaria. Con una fretta sospetta, evitando qualsiasi dibattito e qualsiasi confronto, si è voluto approvare un provvedimento che rappresenta una pesante minaccia per gli unici soggetti che possono assicurare la crescita economica».

La casta unita per affossare definitivamente una possibilità per i cittadini
Gli oligarchi riuniti, adesso faranno finta di scontrarsi, di discutere sulla costituzionalità o meno della class-action. Cercheranno di farci credere che si tratti di un provvedimento vero, che tuteli veramente qualcuno, ma oscureranno tutti i limiti, che di fatto ne impediscono l'esercizio.
Siamo in Italia, basta parlare di una cosa, basta appropriarsi di un nome, per fare credere al popolo meno educato alla democrazia governante del mondo di avere fatto qualcosa. Il tam-tam dei giornali di regime farà il resto: cioè riuscirà a far credere alla casalinga di Voghera che potrà essere risarcita se il robot da cucina funziona male. Ma non spiegherà che per ottenere anche un solo euro occorreranno vent'anni e tante spese legali.

Finalmente sappiamo quali sono le associazioni consumatori legate alla CASTA
Per fortuna ora, dopo le dichiarazioni delle diverse associazioni consumatori, i cittadini avranno il modo di scegliere a chi rivolgersi per l'assistenza legale.
Per la maggior parte delle associazioni dei consumatori si tratta di una "vittoria dei cittadini". Uniche voce fuori dal coro sono quelle dell'Aduc e del Codacons secondo le quali, invece, la norma approvata produrrà "effetti contrari a quelli sperati".

"Siamo molto soddisfatti del voto al Senato a favore della class action - commenta il Presidente dell'Adoc Carlo Pileri - dopo anni di battaglie finalmente il consumatore italiano potrà avere a sua disposizione un ulteriore e fondamentale strumento di tutela per far valere i suoi diritti e per ottenere un comportamento più corretto da parte di imprese spesso troppo spregiudicate verso i consumatori" . Positivo anche il commento del Movimento consumatori e Movimento difesa del cittadino che definiscono l'approvazione "una conquista non solo per i consumatori, ma per il mercato e per uno sviluppo economico equilibrato del Paese. E' una svolta decisiva verso una migliore tutela dei diritti dei consumatori e anche uno stimolo per le aziende ad operare nell'offerta di beni e servizi senza clausole vessatorie, senza pubblicità ingannevoli e all'insegna della qualità e della trasparenza" . Sulla stessa linea anche Confconsumatori che definisce l'ok del Senato "una gran bella notizia per i consumatori. Ci auguriamo che la Camera possa velocemente approvare a sua volta l'introduzione di questo importantissimo strumento". Per Paolo Landi dell'Adiconsum, "l'approvazione in Finanziaria è un fatto storico. Non solo i consumatori saranno più tutelati, ma anche le imprese che operano correttamente nel mercato". Secondo Elio Lannutti di Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconsumatori, "la class action tutela le imprese più serie modernizzando un paese di troppi furbetti, che sguazzano nelle truffe e nei raggiri a danno del mercato e dei consumatori" . Questa norma, aggiungono le due associazioni in una nota, è "una sconfitta per Confindustria, banche ed altre lobby che invece di difendere l'illegalità avrebbero fatto bene ad appoggiare strumenti di modernizzazione utili a competizione e al mercato".

Sconfitta, si ma di Pirro viene da dire.
Ma anche quelle più libere, come ADUC e Codacons
Qualche altra associazione e una buona fetta del movimento Beppe Grillo la pensa in modo diverso.
Di segno opposto le dichiarazioni di Codacons e Aduc.
Codacons afferma: "purtroppo l'Italia avrà la class action all'italiana, ossia una schifezza. Ben lungi dall'essere un'azione collettiva dei consumatori simile a quella americana, il Senato ha approvato un pastrocchio. Non c'è danno punitivo ed i consumatori potranno avere un risarcimento solo se giovani, visto che dovranno aspettare almeno 20 anni prima di poter avere una liquidazione dei danni. Almeno 3, infatti, i giudizi, con almeno 3 gradi l'uno, per un totale di 9 processi".

Giudizio negativo anche per l'Aduc che sottolinea: "con questo voto vengono favorite delle corporazioni che avranno il monopolio dell'azione giudiziaria a dispregio dell'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge".
Su questa questione manca solo la voce di Beppe Grillo. Non avrà le mani in pasta anche lui con qualche lobby consumeristica? Speriamo di sentirlo presto, come ha fatto su altre questioni. Sviare l'attenzione sul suo scontro con Mastella non mi sembra opportuno, almeno in questo momento.

Michele Trancossi / Università di Modena e Reggio Emilia

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giovedì 10 aprile 2008

PER LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

RICORDI E PENSIERI DA LEGGERE PER STRUTTURARE UNA RIFORMA CHE TENGA CONTO DI COME UNA GIUSTIZIA MAL AMMINISTRATA POSSA STRITOLARE QUALUNQUE UOMO.

Non ho assolutamente nessuna fiducia dei Giudici ed Affini.
Tanti anni fa un mio carissimo Amico e Collega fu trattato da un procuratorino rosso in modo talmente bestiale che due tre anni dopo si suicidò ed era un Signor Tenente degli Alpini.
Aveva fatto l'Ufficiale degli Alpini per passione, dalla vita aveva tutto perchè la fortuna lo aveva fatto nascere con la camicia e anche il golfino di cachemire.
Il Padre è uno dei proprietari di mezza Val di Pejo con relative acque minerali e Lui non aveva certamente necessità dello stipendio per arrivare a fine mese.
Viveva in una casa di proprietà in uno dei quartieri più eslusivi di Merano Alta.
Ai tempi quando pochi di noi fortunati avevano l'auto, Lui se ne poteva permettere tre. Una era sempre parcheggiata in Caserma e ogni tanto ci tirava le orecchie bonariamente dicendoci... Io non voglio proibire a nessuno di voi di usare la mia auto, ma che la usa almeno mille lire di benzina ogni tanto le potrebbe anche mettere.
Con questo penso che tu possa capire chi era il nostro Tenente Comandante di Compagnia.
Era una persona che se andava ad un funerale sarebbe riuscito a far stare allegro anche il morto nelle bara.
Una sera i Carabinieri arrestarono tre Alpini che avevano trafficato con i viveri, erano a bordo dell'auto del nostro Comandante.
L'inchiesta stabilì che i viveri venivano nascosti in fondo ai bidoni della spazzatura poi alla sera andavano al deposito degli autocarri del comune e facevano fifti fifti con gli addetti al ritiro della immondizia del comune di Merano.
Uno dei colpevoli beccati sul fatto disse.... che aveva sentito dire che in passato per portare fuori dalla caserma i viveri rubati avrebbero usato anche la macchina del nostro Tenente.
Morale, il Tenente fù arrestato il venerdì santo e portato al Carcere Militare di Peschiera del Garda.
Colui che avrebbe detto questa frase sulla macchina era in congedo da tempo e per sfortuna pure all'estero per lavoro.
Naturalmente passo Pasqua in Carcere Militare, il martedì il procuratorino di bolzano lo fece tradurre nelle carceri civili di Bolzano per interrogarlo.
La notte alcuni detenuti comuni tentarono di violentarlo e il nostro Carissimo Tenente quella notte impazzi letteralmente.
Fu ricoverato immediatamante in una delle cliniche più esclusive di Merano per le cure del caso.
Intanto l'Alpino all'estero fu rintracciato e smentì totalmente la versione dell'uso dell'auto, ribadendo , come avevamo fatto tutti noi che Il Tenete lasciava usare l'auto a molte persone, talvolta senza nemmeno chiedergli anticipatamente.
Rimase in casa di cura per oltre un anno, ma ormai qualcosa si era rotto nella sua testa, poi scagionato totalmente da tutte le responsabilità addebitategli, due anni dopo rientrò in servizio.
Non era più Lui era una larva che si aggirava per la caserma, un fantasma di quello che era stato e noi tutti abbiamo cercato di aiutarlo in ogni modo, dimostrandogli tutto l'affetto che avevamo per Lui.
Una sera accese il Caminetto in casa, ma si formò un po' di fumo dentro casa lui disse alla moglie che avrebbe aperto la finestra per far uscire il fumo, fu trovato sul marciapiedi sottostante morto sul colpo.
Da allora non sopporto nemmeno la vista dei procuratori perchè con la loro scarsa sensibilità verso le persone possono anche uccidere.
E questo astio verso di loro si rinnova ogni volta che di passaggio lungo la strada della Val di Sole devio un paio di KM per andare al Cimitero di Pejo a trovare il mio Tenente che riposa da trentadue anni nella sua grande tomba di famiglia.
Scusatemi lo sfogo Gioacchino

RISPONDE LUCIANO

Con questo tuo pensiero che hai voluto regalarci, ogni tanto pensa a tanti di quelli che si sono uccisi, ritenendosi innocenti, a causa di Di Pietro e company.

Aggiungo : anche a coloro che erano colpevoli, portarli a quel grado di esasperazione è da criminali.

Ha ragione Berlusconi a dirlo ( e non da primo ) : devono dimostrare di essere SANI MENTALMENTE per fare i PM ed i Giudici, come tante categorie di persone che lavorano e per Legge, partecipare ad esami specifici, formati da specialisti che con la politica e soprattutto con il CSM, NIENTE DEVONO AVERE A CHE FARE.

lunedì 7 aprile 2008

Sonata al chiaro di luna

Queste, dall'Afghanistan, le dita di un Eroe sulla sua chitarra.
Ora non è più con noi, ma non lascerò che venga dimenticato.
Salve, Dagoberto.Onore a te.

sabato 5 aprile 2008

A T T E N Z I O N E !

Ecco come si può davvero aiutare il Tibet PDF Stampa E-mail
Scritto da Marcello Foa
sabato 05 aprile 2008
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Ieri ho avuto il privilegio di incontrare Matthieu Ricard, monaco buddista, amico e consigliere personale del Dalai Lama, che oggi e domani tiene ad Ascona un seminario sull’arte della felicità. Ne ho tratto un’intervista uscita oggi, in cui si affrontano molti temi esistenziali e spirituali e in cui inevitabilmente si esamina anche la questione Tibet.
matthieuRicard spiega come l’Occidente possa aiutare il Dalai Lama: “Deve dire chiaramente a Pechino che se non avvierà il dialogo con il Dalai Lama prima dei Giochi Olimpici, atleti e leader politici non parteciperanno alla cerimonia di apertura. Annunciare la propria assenza come semplice gesto di protesta, come ha fatto Angela Merkel, non basta; occorre che ci sia una volontà politica e sarebbe auspicabile una dichiarazione comune dei Paesi europei. Se tutti gli atleti della Ue rifiutassero di sfilare dietro le bandiere nazionali sarebbe uno smacco enorme per il governo cinese che, infatti, teme molto questa eventualità. Secondo Ricard questa è una misura ragionevole e costruttiva, mentre “il boicottaggio delle Olimpiadi sarebbe inutile».
Sono d’accordo con lui e rilancio la sua proposta ai tanti italiani che in questi giorni si chiedono cosa si possa fare di concreto per aiutare i tibetani. Mi rivolgo soprattutto ai blogger invitandoli a riprendere e a diffondere la richiesta di Ricard. Il passaparola su Internet ha già fatto miracoli, perché non riprovarci?

da:http://blog.ilgiornale.it/foa

giovedì 3 aprile 2008

Una Guardia Nazionale italiana? Un suggerimento

La fine del servizio obbligatorio di leva, dovuta essenzialmente al crescente rifiuto della popolazione nei confronti dei suoi oneri, ha comportato diversi gravi inconvenienti:

1) l'esercito professionistico è per forza di cosa di piccole dimensioni e privo di riserve addestrate, cosicché nell'eventualità d'un conflitto di grande entità potrebbe rivelarsi insufficiente quantitativamente
2) il professionismo militare, venuta meno la mediazione degli ufficiali di complemento, si trova in tal modo privato degli stimoli e suggerimenti provenienti dalla società civile.
3) il servizio di leva aveva fra le sue finalità più important quella di trasmettere ai cittadini che vi partecipavano il senso d'appartenenza ad una comunità nazionale. L'immortale frase di Massimo d'Azeglio, per cui bisognava "fare gli Italiani", trovò espressione concreta sia nella scuola comune ed obbligatoria per tutti, sia nel servizio militare. In un'epoca nella quale l'identità nazionale italiana è fortemente minacciata, per ragioni sia culturali, sia demografiche, la scomparsa della "leva" priva d'uno strumento importante nella formazione e conservazione dell'idea di Patria
Si è proposto da alcuni di ripristinare il servizio militare obbligatorio: ciò sarebbe la soluzione migliore, ma appare improbabile che si possa realizzare, causa la forte impopolarità del provvedimento.
Una parziale risposta al dilemma potrebbe essere offerto dall'istituzione d'una Guardia Nazionale italiana, reclutata su base volontaria ed organizzata sulla falsariga della Guardia Nazionale americana.
In tal modo, si porrebbe un parziale correttivo ai problemi indotti dalla scomparsa del servizio militare, evitando d'imporre una legge impopolare e limitandosi a ricorrere a volontari.

lunedì 31 marzo 2008

TUTTO E' BENE QUELLO CHE FINISCE BENE

........non ho neppure il coraggio di chiedere scusa, ma quando avrò più tempo racconterò di tante cose.
sappi solo che ho già inviato tutto il programma a Berlussconi, che è stato letto, compreso e in parte già discusso via telefono.
Ci stiamo tutti toccando gli attributi perchè si vive nel terrore di brogli che sono in programma da parte di Uoltere e della sinistra in genere. Poi ti dirò cosa è già successo quì negli USA. Avrai letto dell'Argentina. In Australia c'è stata una levata di scudi da parte della numerosissima comunità di italiani. Quelli sono comunisti e non cambiano i sistemi per tentare di plagiare la testa della gente onesta, degli italiani onesti.
ci sentiamo, spero, a fine di questa settimana.
La mia salute dopo l'incidente va bene, ma tanto ti direi che va bene anche se stessi male, perchè non ho tempo di preoccuparmi a stare male, ma ho avuto un piccolo problema di reni, tardivo e conseguenza della botta. Tutto andato nel dimenticatoio
Un bacione
Albert