lunedì 25 febbraio 2008

Un dato agghiacciante: in carcere vi sono più presunti innocenti che detenuti condannati con pena definitiva

QUATTRO MILIONI DI ITALIANI VITTIME DI ERRORI GIUDIZIARI Inoltre emergono situazioni da terzo mondo: sconti di pena disumani; i reati più gravi vengono premiati con una carcerazione più blanda; i presunti innocenti sono sottoposti a maggiori anni di pena e i meno abbienti sono quelli che scontano più carcere. Ormai il ministero che fu di Clemente Mastella è soprannominato dagli avvocati come il Ministero dell’Ingiustizia.

ROMA - Italia. Il Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria, sul sito del Ministero della Giustizia, ha pubblicato le statistiche riguardanti i dati della popolazione detenuta nelle carceri italiane. I dati si riferiscono al periodo di detenzione fino al giugno 2007. Risulta un dato eclatante, ignorato dai media. In carcere vi sono più detenuti presunti innocenti, che detenuti condannati con pena definitiva. Altresì, la maggior parte dei detenuti è povera e di bassa scolarizzazione. Dalle inchieste svolte dalla Associazione Contro tutte le Mafie, riscontrabili sui siti www.associazionecontrotuttelemafie.org e www.malagiustizia.eu, alla voce “Ingiustiziopoli”, si dimostra che vi è una sistematica opera di lesione del diritto di difesa, con l’impedimento ad una adeguata difesa e con gli intralci all'accesso al gratuito patrocinio.

Di contro alla voce "Insabbiamentopoli" si dimostra l'opera di insabbiamento di procedimenti a carico di chi il carcere lo merita davvero. Oltremodo, l’inefficacia delle agenzie di lavoro pubbliche e private, impedisce il reinserimento e la reinsocializzazione degli scarcerati. A questo punto non c’è indulto che tenga. Per necessità si ricade nella reiterazione dei reati. In aggiunta a quanto detto, l’Eurispes, dimostra che in Italia quattro milioni di cittadini sono stati vittime di errori giudiziari. Se si tiene conto che sono solo quelli dimostrabili e/o sostenuti con l’apporto di avvocati coraggiosi, gli errori giudiziari indicati, sono la minima parte di quelli reali. Da tener conto che nessun avvocato si mette contro i magistrati del suo distretto, quindi spesso bisogna sostenere le spese per il patrocinio di difensori che vengono da altri fori.

Comunque in Italia è precluso il risarcimento del danno per colpa o per dolo addebitabile ai magistrati. Questi hanno pensato bene, attraverso i loro rappresentanti in Parlamento, nonostante un referendum popolare, di legiferare la loro irresponsabilità e impunità, condannata dalle istituzioni europee. Quindi solo per l’errore giudiziario ci si può battere. Quando l’errore è provato gli oneri ricadono sulla collettività. Per i meno abbienti dimostrare l’errore giudiziario è impossibile. Per questo si auspica la promulgazione della legge del “Contrappasso”: ai magistrati e ai giustizialisti si farebbe provare lo stato di detenuto innocente; ai politici si farebbe provare lo stato di cittadino bisognoso e inascoltato.

La “Associazione contro tutte le mafie”, a cui hanno aderito magistrati, giornalisti, professori universitari, avvocati ha predisposto alcune proposte di legge, già presentate ai singoli parlamentari. Proposte di legge preparate e pubblicate sui siti. Il cavallo di battaglia dell’Associazione è l'istituzione obbligatoria del difensore civico amministrativo e del difensore civico giudiziario. Figura istituzionale eletta dai cittadini, che difenda e tuteli i loro diritti, con forti poteri ed ampie competenze. In particolare il Difensore Civico vigilerà in tempo reale se e come vengano applicate le norme formali e sostanziali, di merito e procedurali. Tutto a tutela del cittadino. Non ci sarà più alcuna reciproca omertà di categoria o di lobby a sottacere abusi ed omissioni impuniti a danno del cittadino. Interessante è anche la proposta per la risarcibilità assoluta del danno subito dal cittadino per errori, accanimenti ed insabbiamenti giudiziari.

da http://www.globalpress.it

6 commenti:

Crystal ha detto...

L'articolo che ho letto su Lisistrata riporta questo commento:

Fintanto che il PM non sarà “staccato” dalla Magistratura ordinaria e non avrà quindi gli stessi poteri degli Avvocati, in Italia non ci potrà mai essere uno Stato di diritto equo, né i diritti degli uomini non saranno mai rispettati!
Infatti, se un pubblico ministero non avesse più il “mantello di "superman” e non avesse nessun interesse di aprire centinaia di procedimenti per “fare carriera” ovvero, addirittura, “presentarsi in politica”, non ci sarebbe tutta questa mole di indagini, lotte interne nelle Procure, esosi costi di giustizia per …….

Ladri di galline! Da troppi anni il sistema giudiziario ci ha insegnato che il 70% delle indagini vengono espletate in questo modo:
1) inizio: intercettazioni telefoniche o ambientali di una segreteria politica;
2) costi: €. 500 al giorno per ogni utenza intercettata;
3) allargamento delle indagini a 15/20 utenze telefoniche o diversi ambienti;
4) costo per lo Stato €. 10.000 al giorno oltre le forze dell’ordine interessate (spesso GdiF);
5) dopo 3 mesi di intercettazioni (media costi €. 1.000.000) ordini di cattura e varie ordinanze per 40/50 indagati con immediato “processo mediatico” e pubblicazione delle deposizioni;
6) dopo pochi giorni, il tribunale della libertà dimezza il numero delle ordinanze;
7) dopo altri 6 mesi, almeno, di indagini, il GUP rinvia a giudizio, su pressione dei PM, 8/10 persone;
8 ) totale costi di giustizia per lo Stato, fino a questo momento: €. 3.000.000;
9) nei 3 gradi di giudizio, dopo 10 anni, ove reati non prescritti, si giunge alla condanna di 2/3 individui con pene inferiori ai 3 anni;
10) totale dei costi per lo Stato: €. 6/8.000.000 -.

Non si può credere più nella magistratura; il cittadino, che dovrebbe essere tutelato in quanto - fino al giudizio passato - in giudicato è innocente, non ha nessun diritto. Se, appunto i PM, non avessero i “superpoteri” e soprattutto, con la divisione delle carriere, fossero veramente allo stesso livello degli Avvocati, (essendo anche negato loro di presentarsi >politicamente nei 10 anni successivi alle indagini “spettacolari”), questi non avrebbero interesse a manovrare i poteri e le forze dello Stato per “discutibili indagini”!
Le prova di quanto qui asserito la si può constatare dalle recentissime vicende giudiziarie, e, ancor prima, dalle vicende di “mani pulite” (con i suoi artefici, attori, etc.), e quanto riportato in questi 15 anni dalla stampa.
In pratica urge cambiare le regole del gioco: basta con i PM d’assalto; perequazione di questi agli Avvocati; divisione delle carriere nella Magistratura; interdizione dalla carriera politica, per almeno 5 anni, dall’esercizio dei PM. E giustizia sarà fatta!

Anonimo ha detto...

Tutto a tal proposito.
Intervenire proprio come hai proposto tu nel finale del tuo commento.

Crystal ha detto...

Forse addirittura ci vorrebbe un'interdizione dalla carriera politica di 10 anni

duepassi ha detto...

In uno Stato di Diritto (come io lo vedo) l'innocente dovrebbe essere assolto, con il minor numero di danni (ci sono persone rovinate da una semplice accusa - rivelatasi poi magari falsa - ma che nel frattempo hanno perso lavoro e magari rovinato la propria virta e la propria famiglia... chi gli renderà quello che hanno perso, tempo, amicizie, carriera, opportunità, gioventù ? Chi ?)
Il colpevole dovrebbe invece essere condannato, e scontare la sua pena (certezza della pena).
A me pare invece che la "Giustizia" colpisca blandamente e spesso risparmi gli autori di colpe vere, pesanti ed ignobili (vedi indulto),
mentre
colpisce tanti innocenti
(non c'è indulto, per esempio, per le multe quando scadono i termini del ricorso - in piena opposizione al trattamento riservato ai colpevoli - quandanche la persona possa dimostrare la propria assoluta innocenza)

Ma quale "Stato di Diritto" è mai questo ?

Secondo me.

Luchy ha detto...

Crystal, da anni le scriviamo queste cose, bene ricordarle in ogni occasione.

Ora, ci vuole la decisione di portarle avanti da parte di chi ci governerà, spero, nei prossimi anni.

Qualcosa avevano fatto, incompiuto, nelle legislatura precedente, magari timidamente : ora dovranno essere più decisi, senza tentennamenti, altrimenti ci ritroveremo qui, tra 2 o 5 anni, a riflettere a cosa sia servito ciò che scriviamo, non solo oggi.

Ciao.

Crystal ha detto...

Infatti questa volta o si fa una riforma totale, sapendo in partenza che si andrà incontro a piazze e Magistrati scatenati con i media di regime sinistro che danno manforte, ma tirando avanti ugualmente "usque ad finem", oppure da questa situazione non si esce.
Conosciamo, nel nostro piccolo, casi eclatanti a cominciare da Scaramella, Serpico, Contrada