Ancora una volta, abbiamo la "vera casta" del nostro stramaledetto Paese, che si autoprotegge.
Tutti sappiamo che Di Pietro è "il braccio armato del giustizialismo del CSM" e di quei poteri forti che vogliono mantenere sull'Italia, la longa manus di chi sta nell'ombra rispetto a chi pubblicamente dice e porta avanti le sue ragioni di cambiamento.
Oggi, dopo aver letto tutto e il suo possibile per reati politici ed economici perpetrati nella sua funzione di responsabile politico ed amministrativo, da parte di Di Pietro, con denunce fatte da un suo "braccio destro" tal Dominici o Dominico, ex amministratore del partito IDV, di Elio Veltri ex sindaco socialista di Pavia, passato ai tempi di mani-sporche-di sangue-anche innocente fuori e dentro le carceri italiane, Di Pietro dicevo è stato, di fatto, assolto e archiviato il procedimento nei suoi confronti, da parte di un magistrato romano, per appropriazione indebita dei fondi elettorali che provenivano dal Parlamento.
Se pensiamo quanto è avvenuto in precedenza con le denunce pubbliche e politiche da parte di Nando dalla Chiesa e Giulietto Chiesa, giustizialisti ad orologeria e solamente contro una parte del Paese ben indicata da loro, del modo di operare anche sui fondi europei per le candidature ed elezioni stesse per un seggio all'Europarlamento, ancora più incomprensibile questa archiviazione.
Certo, non è la prima e probabilmente non sarà l'ultima che avviene nei confronti di Di Pietro : al tempo di mani-sporche, ricordiamo tutti i 100 mln di lire "in prestito che aveva ottenuto" e restituite dentro una scatola da scarpe avvolti in fogli di giornale, pratica che tutti fanno per restituire un prestito alla scadenza, gli appartamenti ad affitto zero da enti pubblici, i vestiti e quant'altro ottenuti e non pagati da lui per vestirsi in quel di Milano dagli "amici", le Mercedes regalate che però per i gip di Brescia non valevano un rinvio a giudizio ma solamente un ammonimento : se un fatto o fatti del genere fossero accaduti a qualcuno di noi impegnato in politica anche solamente in una Istituzione effimera come i "componenti di un consiglio di quartiere", come minimo se non l'arresto, almeno il rinvio a giudizio e poi, se solamente andasse bene dopo alcuni anni di gogna mediatica, l'assoluzione.
Rimango fermo su quanto ho sempre scritto e detto : questo stramaledetto Paese potrà indirizzarsi sulla strada del cambiamento e potrà fare ciò che è necessario, sia in Infrastrutture che per qualsiasi altra cosa sul piano economico, politico e sociale di convivenza tra i cittadini solamente se avrà il coraggio di RIFORMARE lo status della giustizia ingiusta che è il vero cancro da estirpare.
Non c'è Giustizia senza Verità, non c'è Libertà senza Giustizia.
E con le strutture attuali su questo tema, il cambiamento nel Paese non avverrà nemmeno a fronte di una vittoria alle elezioni con ampio margine, senza quel coraggio detto precedentemente.
Saluti.
5 commenti:
Non sarai Berlusconi, ma te la cavi benissimo.
Non sei stato però così incisivo come sul gruppo.
Ora provvedo io.
Non potevo mica scrivere tutto, ce ne sarebbe ancora ma tocca anche ad altri, altrimenti il Blog resta monco, sul tema, non credi ?
Ciao, saluta Ilda e Luciano.
Questa archiviazione è ulteriore prova che i Magistrati non hanno più alcun ritegno nell'usare palesemente 2 pesi e 2 misure: le leggi vengono applicate ai nemici e interpretate per gli amici.
Se cercavate qualcosa per capire i paradossi della "giustizia", qui avete la risposta : dall'ultima riga dell'articolo e dal passaggio dello stesso, che riporto.
Non leggetelo come una presa di posizione di un Cattolico, sarebbe troppo riduttivo e Brambilla, per il tipo di giornalismo e di temi che tocca, non mi pare di quello stampo nè è un notista Vaticanense e non credo abbia intenzione di diventarlo.
E' un articolo che incarna uno dei motivi del "cancro" che esiste dentro la nostra "giustizia" : "Sta passando l’idea che un signore con la toga può stabilire non solo che cosa è contro la Legge e che cosa no, ma anche che cosa ci è lecito pensare, credere, gradire."
Ecco, il passaggio che ho riportato fotografa appieno ciò che da tempo è la dimostrazione di detto "cancro".
Buon proseguimento di giornata, se potete.
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DIO ESISTE? INDAGA IL PM
di Michele Brambilla
E poi dicono che non è vero che i magistrati sono oberati di lavoro. A Firenze la Procura ha dovuto avviare un’indagine per rispondere a un paio di quesiti che assillano l’uomo perlomeno da quando è diventato sapiens sapiens: esiste Dio? E il diavolo, quel fetente, c’è pure lui? Non sappiamo se i riscontri siano stati affidati ai Ris, e se ci sarà bisogno di intercettazioni ambientali. Solo apparentemente più semplice, invece, il compito di cui s’è fatto carico un giudice di Chiavari, che ha deciso di mettere mano alla definizione di «arte».
Non stiamo scherzando, purtroppo. Il caso di Firenze è il seguente. Un sacerdote molto noto e molto stimato - don Francesco Bazzoffi, che tra l’altro è direttore dell’ufficio matrimoni della diocesi: insomma, uno considerato con la testa sulle spalle - è stato incriminato dalla Procura per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Al termine di momenti di preghiera, in strutture riconosciute dall’autorità ecclesiastica, il sacerdote impartiva delle benedizioni. «Falsi esorcismi», dice l’accusa. «Semplici benedizioni», controbatte la difesa. Non ci addentriamo in un dibattito più grande di noi. Il problema è che probabilmente è più grande anche della Procura. Fossero anche stati esorcismi, chi è che stabilisce se sono falsi? Un pm? Ma allora perché non mettere sotto inchiesta ogni prete che ogni domenica distribuisce l’ostia consacrata dicendo «corpo di Cristo»? A vista d’uomo è solo un pezzo di pane. E perché non arrestare ogni confessore che dà l’assoluzione? Non c’è prova che il Padreterno abbia perdonato.
Se il concetto è quello di abuso della credulità popolare, non ci sono limiti. Perché non mettere sotto inchiesta anche tutti quegli ex dirigenti dell’ex partito comunista che per decenni hanno promesso a milioni di operai che alla fine la bandiera rossa avrebbe trionfato? Anche loro avevano annunciato un paradiso, pur se terreno. E scendendo di livello: perché non mandare in galera anche quegli allenatori e presidenti di squadre di calcio che in agosto avevano promesso lo scudetto o la Champions? Basta sfogliare la collezione della Gazzetta per avere le prove del raggiro.
Sta passando l’idea che un signore con la toga può stabilire non solo che cosa è contro la Legge e che cosa no, ma anche che cosa ci è lecito pensare, credere, gradire. Come nel caso di Chiavari, dove l’attrice Monica Guerritore è stata condannata per uno spettacolo di due anni fa a Rapallo: uno show deludente, dice il giudice, perché durò solo 37 minuti. Può darsi che l’arte si misuri a minuti (anche se ne dubitiamo): ma a decidere se bocciare o no la Guerritore non dovrebbe essere un giudice ma il pubblico, padronissimo di non seguirla più. Così come nessuno è obbligato a farsi benedire da don Bazzoffi e a dare offerte che - peraltro - sono servite a costruire ospedali in India, in Brasile, Etiopia, Bolivia, Perù e Filippine.
Si allargassero un po’ di meno, certi magistrati. Tra l’altro, la gente non si lamenterebbe più per i tempi della giustizia.
L'avevo letto: veramente leggere queste cose ti sconforta ulteriormente.
Sarà un'impresa ardua riuscire a cambiare il mostro "giustizia" che contribuisce ad aver reso il nostro un vero regime, ma è indispensabile che ciò avvenga.
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