giovedì 6 marzo 2008

UN ESEMPIO DI GIUSTIZIA INGIUSTA

un amico, tempo addietro, venne derubato di un libretto di assegni.

Se ne accorse dopo una settimana abbondante. Probabilmente chi lo derubò sapeva che in quel c/c teneva pochi soldi, perchè serviva per pagare le utenze.

L'evidenza era lampante, c'era chi voleva rovinargli la reputazione

Un assegno venne emesso, il beneficiario era lui stesso, la firma era passabilmente imitata, anche la girata. Venne presentato in banca e venne protestato perchè i fondi non erano sufficienti a pagare l'importo.

La banca per prima, che era una di quelle con cui lui lavorava, anche se poco considerata perchè non partecipava al grosso dei suoi affari di imprenditore, non lo avvisò e lascio che l'assegno finisse dal notaio.

Quando se ne rese conto corse ai ripari. In Camera di Commercio gli dissero che doveva immediatamente dare corso al pagamento ed avere la lettera liberatoria, che avrebbe dovuto conservare per un anno. Trascorso l'anno avrebbe dovuro chiedere la riabilitazione, che supportata dalla denuncia del furto e dalla liberatoria, gli sarebbe stata concessa nel giro di breve tempo, comunque mesi.

Lui si mise a disposizione per fare il pagamento, anche se non sapeva a chi, e tentò di risolvere il problema che doveva essere lui stesso a farsi la lettera liberatoria, perchè il beneficiario era lui stesso, che aveva girato l'assegno per l'incasso.

Morale:
  • l'ufficiale giudiziario non poteva fare nulla perchè non c'erano persone da imputare, se non il mio amico stesso
  • la banca fece elevare il protesto
  • la denuncia presso i CC veniva ritenuta, dalla banca, una denuncia falsa per giustificare che lui non aveva i soldi per pagare (da notare che presso altre banche ha c/c milionari)
  • ricevette lettere dalle altre banche che, denunciando il fatto che era diventato un protestato, gli revocavano i fidi

ed altre piacevolezze simili. Dovette fare un consiglio straordinario della sua sociatà, una SPA che fattura oltre 10 mil € all'anno, dimettersi dalla carica di Presidente e legale rappresentante per non vedere rovinare la reputazione della sua azienda.

In Germania, Olanda, USA, credo anche in Inghilterra, quando la frode venga dimostrata, si portano i documenti in Tribunale, ma tribunali non politici, e se i documenti confermano l'estraneità del protestato al reato di emissione di assegni senza copertura, nell'arco di 24 ore il protesto viene cancellato e non ne rimane traccia in nessun file.

Quì da noi, già andare a ruolo velocemente è una impresa, avere poi sentenze e cancellazione in 24 ore, appartiene più alla fantascenza che al vivere quotidiano.

questo è un altro esempio di una caso che dovrebbe essere discusso in una Camera di Conciliazione, ma è anche il caso di una legge che dovrebbe essere cancellata e riscritta.

Questa sera vi scrivo dello schifo delle ricchissime Camere di Commercio

3 commenti:

duepassi ha detto...

Queste assurdità mi ricordano le assurdità che successero a me quando mi rubarono la 24 ore coi documenti.
All'epoca avevo mio figlio Flavio in ospedale in Francia, assistito da mia moglie.
Erano già due mesi che stava lì, e doveva tornare.
Io ero partito per andare in Francia, ma mi rubarono la 24 ore alla stazione Termini.
Stavo bevendo un'aranciata (avevano detto che sul treno non ci sarebbe stato servizio ristoro) con una mano sulle valigie. Ero a mezzo metro da una stazione dei carabinieri, al cui fianco c'era questo bar.
Da sotto la mia mano riuscirono a sfilarmi la 24 ore senza che me ne accorgessi.
Il tempo di finire di bere, tutto d'un sorso, e me ne accorsi.
Non sapendo chi inseguire, e da che parte, cercai aiuto nei vicinissimi carabinieri, aspettandomi che mi dessero una mano a ritrovare la valigetta, ma invece mi portarono dall'altra parte della stazione (un percorso assai lungo, che mi fece perdere ogni residua speranza di ritrovare la valigetta) e mi fecero stendere un lungo verbale.
Tutto lì.
Non credo che abbiano fatto nient'altro.... una pratica burocratica da archiviare, figuriamoci se hanno fatto qualche ricerca, e poi se la volevano fare, hanno perso il tempo prezioso dei primi attimi.
E va bene, diciamo che ci sono cose in questo mondo più importanti della mia valigetta.
Allora andai in cerca di brutte facce, e gli spiegai che mi interessavano i documenti che avevo nella valigia.
Uno si offrì di accompagnarmi. Andammo sotto una pesante pioggia e ogni tanto si offriva di portarmi la valigia, ma io me ne guardavo bene, e stavo con tanto d'occhi aperti, perché mi aveva portato in posti poco raccomandabili.
In effetti mi mostrò il luogo dove c'erano i resti evidenti di un furto. C'era roba sparsa, buitata da qualcuno che aveva frugato in qualche valigia. Ma era roba di qualcun altro.
La mia roba non c'era.
Scrissi ad ActionAid per riavere i dati di un ragazzo che avevamo adotato a distanza.
E poi dovetti rifare i documenti.
E qui arrivammo all'assurdo.
Mia moglie aveva bisogno che io andassi a prenderla, ma non poteva muoversi lei perché aveva Flavio.
A me non davano i documenti perché ci voleva il consenso di mia moglie (e non bastava quello telefonico).
Io non potevo andare da lei, perché lei per venire a darmi il consenso aveva bisogno che io andassi da lei a prenderla.
Un gatto che si morde la coda.
Un'aberrazione di una legge che finisce per colpire gli innocenti.

Secondo me.

Crystal ha detto...

Se ognuno di noi scrivesse le proprie vicissitudini credo che faremmo un romanzo.
Ho anche io esperienze del genere e anche nel mio caso nessuno si è alzato dalla sedia su cui era seduto.

ambra ha detto...

Allora ragazzi datevi da fare ad aiutare Albert a formulare una proposta da presentare a chi di dovere !!!!!!!!